VUOI DIMAGRIRE?IMPARA A SCEGLIERE L’ ACQUA!

Un consiglio che accomuna TUTTE le diete, dalla vegetariana a quella chetogenica passando per quella mediterranea è di BERE almeno 2 litri di acqua al giorno!

Ma esiste un’ “acqua migliore”? Assolutamente NO!

Ogni individuo in base alle proprie esigenze fisiologiche e al proprio stile di vita può aver  bisogno di   acqua con una determinata caratteristica.

Sebbene si sappia che l’acqua  è essenziale per il nostro organismo poiché

  • è ricca di sali minerali ,
  • è coinvolta nella regolazione del volume cellulare e della temperatura corporea,
  • facilita la  digestione,
  • aiuta ad eliminare le scorie metaboliche.

Ma quale acqua è preferibile bere?

Scegliere l’ acqua più adatta a noi e alle nostre caratteristiche non è sempre facile, viste le numerose varietà presenti in commercio, ma proviamo a vedere come possiamo orientarci facendoci aiutare dall’ #etichetta

  1. Residuo fisso e quantità di nitrati

Portando l’acqua a una temperatura che permette la completa evaporazione del liquido (180°), ma non della parte solida  rappresentata dai sali minerali si ottiene un valore definito “Residuo fisso” che  rappresenta quindi una stima del contenuto in minerali e permette di classificare le acque minerali in 4 categorie :

  • Acqua minimamente mineralizzata (residuo fisso minore di 50 mg/ L): un così basso residuo rende l’acqua particolarmente indicata nell’ alimentazione dei neonati
  • Acqua oligominerale leggermente mineralizzata (residuo fisso inferiore a 500 mg/ L): lo scarso contenuto di sodio stimola la diuresi e rende questa acqua indicata per chi soffre di ipertensione (pressione alta)
  • Acqua mediominerale (residuo fisso compreso tra 500 e 1000 mg/ L): il discreto contenuto in sali minerali rende questa acqua utile nell’ alimentazione degli sportivi  specie nel periodo estivo in cui è indispensabile reintegrare i liquidi e i minerali persi con la sudorazione.
  • Acqua ricca di sali minerali (residuo fisso superiore a 1.000 mg/L): è un’acqua terapeutica e, come suggerisce lo stesso nome, molto ricca di sali minerali. Tuttavia, per evitare un sovradosaggio di sali, è bene acquistarla solo dopo aver ricevuto l’indicazione dal proprio medico curante.

Un altro fattore molto importante da valutare è la presenza di nitrati nell’ acqua, cioè sostanze normalmente presenti in concentrazioni minime nell’ alimento e non pericolose per la salute umana.

Se assunti in eccesso, i nitrati possono seriamente ostacolare il trasporto di ossigeno nel sangue, con conseguenze pericolose soprattutto per i neonati.

Nelle acque minerali sono previsti due differenti limiti di dosaggio:

– 45 mg/L nelle acque minerali comuni
– 10 mg/L in quelle destinate all’infanzia

Classificazione delle acque minerali

Le acque minerali, a loro volta, sono classificate in base alla composizione dei sali minerali, che può conferire caratteristiche e proprietà diverse. Vediamo le principali:

  • Acque bicarbonate (tenore di bicarbonati maggiore a 600 mg/L): sono ideali per facilitare i processi digestivi. Le acque ricche di bicarbonati stimolano la diuresi dell’organismo e sono particolarmente adatte agli sportivi perché tamponano l’acido lattico prodotto durante l’ attività fisica.
  • Acque calciche (contenuto di calcio superiore a 150 mg/L): aiutano a raggiungere il giusto fabbisogno quotidiano di calcio, possono essere fondamentali nella prevenzione o nel trattamento dell’ osteoporosi e sono utili per contrastare l’ipertensione arteriosa. Le acque ricche di calcio, a differenza di quanto comunemente si crede, non aumentano assolutamente l’incidenza di calcoli renali .
  • Acque magnesiache (tenore di magnesio superiore a 50 mg/L): sono molto utili dopo l’attività sportiva e nell’alimentazione di chi si allena per prevenire i crampi muscolari . Queste acque contengono spesso molti solfati (> 200 mg/L), per questo chiamate anche acque solfate , e possono essere utili nel trattamento della stipsi . Sono invece sconsigliate durante la fase di accrescimento e nel periodo post-menopausale perché possono interferire con l’assorbimento intestinale del calcio aumentandone l’escrezione attraverso le urine.
  • Acque sodiche (contenuto di sodio superiore a 200 mg/L): influenzano positivamente l’eccitabilità neuromuscolare, sono anch’ esse indicate per gli sportivi, o comunque dopo l’attività fisica in generale, e nei mesi estivi quando, con la sudorazione, aumenta la perdita di sodio. L’unica controindicazione è per chi soffre di ipertensione arteriosa.
  • Acque iposodiche (tenore di sodio inferiore a 20 mg/L): se bevute in notevoli quantità, sono utili per la pulizia delle vie urinarie e per chi soffre di ipertensione arteriosa (in questi casi, la restrizione del sodio deve essere raggiunta in maniera preponderante attraverso il divieto assoluto di aggiungere sale agli alimenti, poiché queste acque non rappresentano sicuramente l’alimento principalmente responsabile dell’apporto giornaliero di sodio).

Quindi l’ acqua del rubinetto fa male?

L’ acqua del rubinetto si contraddistingue da quella minerale per la totale assenza di trattamenti di disinfezione . Di solito, all’acqua potabile viene aggiunto il cloro per impedire lo sviluppo batterico quando passa attraverso le tubature, ma non si può escludere il dissolvimento di piccole particelle di piombo e altri metalli pesanti che spesso le conferiscono un sapore meno gradevole rispetto all’acqua in bottiglia. Tuttavia, questo aspetto non deve spaventarci : i metalli dell’acqua del rubinetto sono presenti in concentrazioni talmente irrisorie che non possono provocare danni al nostro organismo. L’acqua del rubinetto, inoltre, è soggetta a controlli molto rigorosi e piuttosto frequenti previsti dalla legislatura italiana, l’unica avvertenza è di limitare l’utilizzo di questa acqua durante i primi mesi di vita dei bambini. Occorre comunque sottolineare che, se da una parte le tubature possono rilasciare metalli nell’acqua del rubinetto, dall’altra le bottiglie in plastica possono rilasciare delle sostanze chimiche derivate dai polimeri plastici. Il costo maggiore dell’acqua in bottiglia è giustificato dalla semplice possibilità di poter scegliere tra molte acque (brand) diverse, oltre che dalla praticità e dall’igienicità della confezione.

Ma in condizioni particolari?

  • In gravidanza è preferibile scegliere un’acqua con un valore di residuo fisso inferiore a 200 mg/L e con valori di nitrati non superiori a 10 mg/L. Durante l’ allattamento , invece, l’apporto idrico deve considerare l’aumentato fabbisogno di minerali, soprattutto di calcio, oltre al ripristino della quota di liquidi persa con l’allattamento stesso.
  • Per chi soffre di stipsi è consigliabile bere acque fortemente mineralizzate, cloruro sodiche e ricche di solfati, magnesio e calcio.
  • Per chi soffre di diabete , la scelta dovrebbe ricadere su acque mineralizzate e ricche di sali, mentre in fase di diabete compensato vanno privilegiate le acque oligo e mediominerali.
  • Per chi fa sport , al termine della gara o dell’allenamento, è bene usare un’acqua mineralizzata (residuo fisso di circa 1g), bicarbonato-alcalino-terrosa, sia per reintegrare la perdita di liquidi e sali minerali dovuta alla sudorazione, sia per favorire l’eliminazione delle scorie azotate e correggere l’acidosi causata dalla fatica muscolare.
  • Gli anziani dovrebbero bere acque oligominerali, da alternare con altre acque a media mineralizzazione ricche di calcio per contrastare la perdita di massa ossea . Negli anziani ipertesi, a completamento della terapia dietetica, va utilizzata un’acqua a bassa concentrazione di sodio (< 20 mg/L).

In definitiva in base al proprio stato di salute e alla propria condizione possiamo scegliere l’acqua più adatta alle nostre esigenze, tenendo sempre presente che  se il nostro scopo è “#dimagrire” l’ acqua è #fondamentale

Dott.ssa Enrica Pulerà

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