ALIMENTAZIONE POST VACANZE: ECCO COME SMALTIRE GLI ECCESSI

Ovunque tu abbia trascorso le ferie, Mare o montagna che sia, al rientro  dovrai sicuramente fare i conti con qualche Kilo e/o centimetro in più.

Un indagine condotta dall’ Universotà della Georgia e pubblicata su Physicology and Behavior, in una sola settimana di vacanza l’ago della  bilancia può variare dai 500 grammi ai 3,500 Kg in più.

Uno dei  sintomi classici degli squilibri alimentari è il #gonfiore, localizzato sopratutto ad addome, mani e caviglie.

In che modo possiamo correre ai ripari?

Per prima cosa bisogna eliminare tutti gli alimenti responsabili del gonfiore o ritenzione idrica.

  • Sale in eccesso. Il sodio assunto giornalmente può provenire da diverse fonti: circa il 10% lo troviamo negli alimenti non trasformati che lo contengono naturalmente in piccole concentrazioni, il 30-35% lo aggiungiamo in cottura o direttamente a tavola, la restante parte proviene da cibi trasformati, sempre più presenti nella nostra alimentazione. Fra i più ricchi in sodio troviamo gli affettati, gli insaccati, gli affumicati, i cibi in scatola, i dadi, le zuppe precotte, alcuni cracker e i formaggi stagionati. Controlliamo sempre il contenuto di sodio riportato in etichetta, facendo attenzione alla differenza fra sodio e sale. Per conoscere il quantitativo di sale di un alimento di cui è riportato il valore di sodio dobbiamo moltiplicare per 2.5. Un grammo di sodio equivale cioè a 2.5 grammi di sale. Nel costruire un menù drenante, saranno pertanto banditi prosciutto crudo, bresaola, salumi, tonno in scatola, salmone affumicato, cracker, parmigiano e altri formaggi stagionati.
  • Zucchero e dolci.  Lo zucchero –e i carboidrati ad alto indice glicemico- stimola no l’insulina, un ormone che induce il riassorbimento di sodio a livello renale, creando ritenzione idrica. 
  • Monoglutammato di sodio. E’ un esaltatore di sapidità presente non solo nel dado ma in moltissimi prodotti di gastronomia, nei surgelati e nei prodotti in scatola, dove è indicato con la sigla E621. Ha un effetto antidiuretico superiore a quello del sale. 
  • Lievito. A quanti di noi succede il giorno dopo aver mangiato una pizza, di ritrovarci con un chilo in più? L’aumento di peso non è attribuibile all’accumulo di grasso, ma alla ritenzione idrica. La presenza di abbondante lievito nell’impasto associata all’utilizzo di farine di scarsa qualità, “tagliate” con additivi e miglioratori vari, crea tossicità a livello del fegato e ne rallenta le prestazioni metaboliche, con accumulo di liquidi necessari per diluire le tossine e rendere il microambiente meno pericoloso per le cellule.
  •  Glutine. Molte persone reagiscono al glutine trattenendo liquidi. Gli alimenti a cui siamo intolleranti, infatti, generano una reazione infiammatoria di bassa intensità con produzione di citochine e ritenzione idrica.
  •  Minestrone. Spesso una cena a base di solo minestrone non produce lo sperato effetto di dimagramento; talvolta addirittura fa registrare un’impennata all’ago della bilancia! La combinazione di 6-7 verdure diverse, ciascuna con la propria combinazione di sali minerali, a cui magari aggiungiamo sale o dado o parmigiano, può creare, in alcuni individui predisposti, ritenzione idrica.

Possiamo aiutarci con qualche bevanda?

  • Lassi: si prepara diluendo 1 parte di yogurt con 3-4 parti di acqua, aggiungendo a piacere un pizzico di sale integrale o 1 cucchiaino di miele. L’effetto drenante comincia a manifestarsi nell’arco di mezz’ora.
  • Tè verde: la teofillina di cui è ricco aumenta la velocità di filtrazione glomerulare ed il flusso renale esercitando un’azione diuretica più intensa rispetto a quella prodotta dalla caffeina.
  • Acque minimamente mineralizzate: con residuo fisso inferiore a 200 mg/l, e povere in sodio.
  • Aceto di mele: ricco in potassio, depurativo epatico e drenante renale. 

 

Per ottenere una diuresi consistente non possiamo accontentarci di consumare solo alimenti diuretici, dobbiamo anche stimolare la funzione d’organo. Possiamo attivare la tiroide costruendo un pasto a base di pesce, associato a verdure crude e frutta dalle proprietà diuretiche. Anche l’appropriata attivazione del fegato aumenta la diuresi per il miglioramento del metabolismo cellulare.

 

Qualche esempio di menu diuretico?

 

–  pesce lesso, finocchi, ananas

–  crema di porri e patate, mela cotta

–  patate e verza, mandarini

–  uova strapazzate, asparagi, mela

–  carciofi fritti + pesce lesso + ananas

–  carne bianca al pompelmo, cicoria ripassata, finocchio

–  crema di sedano e porri, uova strapazzate, mela cotta

–  sogliola al vapore, cavolo cappuccio crudo, mela

–  riso con solo parmigiano , verza stufata con peperoncino

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Dott.ssa Enrica Pulerà

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